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Jack Sal Enrique Asensi Apostolos Palavrakis Apostolos Palavrakis Peter Gilles
Milo Sacchi Birgit Kahl Giampiero Zanzi Giampiero Zanzi  
1997 L'OCCHIO NUDO

La serie delle mostre inizia nel 1997 con i quattro artisti, che erano presenti al primo incontro casuale sul terrazzo dell’albergo Elvezia, nell’estate 1995: Peter Gilles, Birgit Kahle, Milo Sacchi e Giampiero Zanzi. In quel momento non era ancora chiaro se dovessero essere realizzate una o più mostre all’anno. Così si organizzò a luglio dello stesso anno una seconda inaugurazione,aggiungendo alle opere esistenti le installazioni di Enrique Asensi, Apostolos
Palavrakis und Jack Sal.
Il tema del primo anno era »L’Occhio nudo«. Derivava da un’idea di Birgit Kahle e trattava la visione che i tre fondatori volevano dare al loro progetto.
Nello stesso tempo questo titolo svincolava da altre associazioni di idee: L’occhio nudo significa vulnerabilità. Senza supporto istituzionale e commerciale gli artisti presentavano le idee sviluppate dopo lunghe discussioni. Questo titolo dava grande possibilità di interpretazioni artistiche, lasciando spazio creativo ai partecipanti, impegnati solo ad attenersi alla realizzazione di installazioni. Come sarà anche per gli anni a venire.

Artisti 1997:
Peter Gilles (D) - Birgit Kahle (D) - Milo Sacchi (I) - Giampiero Zanzi (I)
dall’estate 1997:
Enrique Asensi (E) - Apostolos Palavrakis (GR) - Jack Sal (USA)

Enrique Asensi Giampiero Zanzi Ferdinando Greco Jan van Munster Ingeborg Lüscher
Milo Sacchi Peter Gilles Peter Gilles Oliver Jordan Birgit Kahle
Apostolos Palvrakis        

1998 AMORE E DOLORE


Il palazzo costruito nel 17. mo secolo dal principe Carlo III Borromeo per la sua sposa Isabella è l'esternazione tangibile dell’amore. E il dolore? Il dolore fa parte senz’altro dell’amore, anche se non lo si crede, nell’esaltazione momentanea. Incomprensioni, litigi, delusioni, separazioni sono i fantasmi che accompagnano prima o dopo i grandi amori. Così nell’anno 1998 i grandi sentimenti sono stati enunciati in tutta la loro vastità.
Le prime due mostre del 97 erano .nite e già 11 artisti partecipavano a questo progetto ancora così giovane. L’internazionalità delle prime due mostre con artisti italiani, tedeschi,
spagnoli, greci e americani si arrichisce di olandesi e svizzeri.

Artisti 1998:
Enrique Asensi (E) - Peter Gilles (D) - Ferdinando Greco (I) - Oliver Jordan (D) - Birgit Kahle (D) - Ingeborg Lüscher (CH) - Jan van Munster (NL) - Apostolos Palavrakis (GR) - Milo Sacchi (I) - Jack Sal (USA) - Giampiero Zanzi (I)

Fiera di Cologna Oliver Jordan Ingeborg Lüscher Milo Sacchi Jan van Munster
Giampiero Zanzi Patrick Raynaud Apostolos Palavrakis Apostolos Palavrakis Enrique Asensi
Peter Gilles Enrico Baj Enrico Baj Jack Sal Birgit Kahle
GBirgit Kahle        

1999 IL MISTERO DELLE DONNE


Come mai un principe trasforma un’intera isola per la sua sposa? Era il suo grande amore? Il potere ed il denaro giustificavano tale impegno? Oppure Isabella lo aveva stregato con un potere che andava al di là della sua bellezza? Una ricerca storico-scienti.ca non compete agli artisti che partecipano al progetto del terzo anno. La domanda è: cosa facciamo noi oggi per sondare il mistero intrinseco di essere donna? Le artiste hanno già forse la risposta? Oppure
semplicemente dobbiamo celebrare il mistero, goderlo, e dargli una forma artistica?
Diventa sempre più chiaro che i temi delle mostre lasciano da un lato molta libertà creativa, d’altro canto danno al visitatore un punto di riferimento per leggere le opere sotto un certo
aspetto. Sommando le diverse installazioni si ottiene comunque un’impressione unitaria dell’evento, anche se qualche mistero rimane. Ed è bene così, altrimenti con la soluzione di
tutti i misteri, il mondo perderebbe il suo incanto.
La partecipazione di artisti come Enrico Baj e Patrick Raynaud dimostra la condivisione ed il fascino di questo progetto.
Nel 1999 lo Spirito del Lago è invitato per la prima volta da ART COLOGNE a presentarsi con un suo stand, documentando il progetto. Negli anni successivi verrà dato l’incarico ad un artista per creare lo stand.

Artisti 1999:
Enrique Asensi (E) - Enrico Baj (I) - Peter Gilles (D) - Ferdinando Greco (I) - Oliver Jordan (D)
Birgit Kahle (D) - Ingeborg Lüscher (CH) - Jan van Munster (NL) - Apostolos Palavrakis (GR)
Patrick Raynaud (F) - Milo Sacchi (I) - Jack Sal (USA) - Giampiero Zanzi (I)

fiera di Colonia Gloria Friedmann Oliver Jordan Enrico Baj Giampiero Zanzi
Birgit Kahle Milo Sacchi Karen Kuballa Ferdinando Greco Jack Sal
Apostolos Palavrakis Ingeborg Lüscher border= Peter Gilles Patrick Raynaud Cinzia Ruggeri
Jan van Munster        

2000 DOV'È LA PASSIONE?


Dopo che con l’occhio nudo lo sguardo si volgeva all’amore e dolore per scoprire il mistero delle donne, arriva nel corso del tempo la domanda inevitabile.
Dov’è la passione?
Dove sono rimasti gli sguardi profondi, dove le promesse di amore eterno?
Era tutto un’illusione? Con il passare degli anni l’amore è diventato superficiale?
Seguono le inevitabili disillusioni?
Non si tratta solo di recriminazioni, non solo d’amore. Si tratta di altre passioni: creare, collezionare opere d’arte. All’Isola Bella gli artisti si incontrano con visitatori entusiasti,
i quali affrontano lunghi viaggi per ammirare le stanze occupate dalle installazioni. Dunque si deve dare una risposta diversa alla domanda sulla passione e sulla sua presunta assenza. Si è solo nascosta o mascherata? Noi osservatori possiamo dare libero sfogo al nostro entusiasmo,
oppure siamo condizionati dalle convenzioni e dalle nostre insicurezze? L’arte è capace di liberare delle passioni represse e farle fiorire? La domanda è rivolta non solo agli
artisti ma anche ai visitatori della mostra.
Per questa mostra è stato pubblicato un primo catalogo dell’associazione fondata nel 1998.

Artisti 2000:
Enrique Asensi (E) - Enrico Baj (I) - Gloria Friedmann (F) - Peter Gilles (D) - Ferdinando Greco (I) - Oliver Jordan (D) - Birgit Kahle (D) - Ingeborg Lüscher (CH) - Jan van Munster (NL) -
Apostolos Palavrakis (GR) - Patrick Raynaud (F) - Cinzia Ruggeri (I) - Milo Sacchi (I) - Jack Sal (USA) - Karen Seeger (D) - Giampiero Zanzi (I)

Fiera di Colonia Apostolos Palavrakis Horst Gläsker Ale Guzzetti Karen Kuballa
Milo Sacchi Birgit Kahle Adrian Schoormans Yvonne Goulbier Peter Gilles
Peter Gilles Ingeborg Lüscher Ferdinando Greco    

2001 LO VOGLIO DIVERSO


Se si voleva vedere i titoli delle prime quattro mostre come un seguito,questa continuità sembra improvvisamente interrompersi. Lo voglio diverso! Si tratta dell’io individuale di ogni artista.
Anche se tutti lavorano insieme allo stesso progetto, ognuno deve trovare la propria strada.
La comunità permette un progetto di questa grandezza, ma solo le posizioni individuali così
diverse creano l’a.ascinante esposizione come un dialogo polifonico delle diverse posizioni.
All’Isola Bella le installazioni rimangono da luglio a .ne ottobre, e non vengono mostrate in
altre gallerie o musei, che sempre più vengono paragonati a »withe cubes«.
Per la prima volta nell’anno 2001 »Lo spirito del lago« viene invitato anche alla Cologne Fine Art di primavera. Il concetto dell’ allestimento dello stand a.dato ad un artista viene mantenuto.
Così sarà anche per gli anni a venire

Artisti 2001:
Peter Gilles (D) - Horst Gläsker (D) - Yvonne Goulbier (D) - Ferdinando Greco (I) - Ale Guzzetti (I) - Birgit Kahle (D) - Karen Kuballa (D) - Ingeborg Lüscher (CH) - Apostolos Palavrakis (GR) -
Milo Sacchi (I) - Adrian Schoormans (NL)

Fiera di Colonia Fiera di Colonia Antonio Riello Martin Noel Birgit Kahle
Karen Kuballa Yvonne Goulbier Francesco Garbelli Ingeborg Lüscher Cinzia Ruggeri
Apostolos Palavrakis Harald Fuchs Ferdinando Greco Horst Gläsker Peter Gilles

2002 HIC SUNT LEONES!


Con queste parole si indicavano le regioni al di là delle frontiere dell’immenso Impero romano. In queste regioni sconosciute stavano in agguato non solo animali ma anche i barbari. Lì stavano pericoli inimmaginabili, morte e perdizione.
Ma c’era anche da scoprire il contrario. Al di là attendeva e attirava il nuovo, lo sconosciuto.
Ovviamente ci si può riferire con questo detto alla Terra incognita di tutti i tempi e di tutti i luoghi e per finire anche allo sconosciuto e inconscio di ognuno di noi. A buon diritto si dice, che il confronto con se stesso richieda tanto coraggio quanto il confronto con stranieri o situazioni strane.
Solo chi conosce i propri leoni e sa vincerli, può reagire ai leoni che incontra fuori di se stesso. Questo motto del 2002 è una provocazione. E’ evidente che ogni artista deve essere sicuro dei propri mezzi, quando si confronta con la situazione degli spazi all’Isola Bella. Queste stanze plurisecolari, queste tracce di vita di generazioni passate, l’atmosfera e il grandioso paesaggio: tutto questo è un pericolo e al contempo un’occasione Tutto ciò deve fecondare il lavoro
degli artisti.
Queste parole preoccupate possono diventare un annuncio allegro: Hic sunt leones.

Artisti 2002:
Harald Fuchs (D) - Francesco Garbelli (I) - Peter Gilles (D) - Horst Gläsker (D) - Ferdinando Greco (I) - Yvonne Goulbier (D) - Birgit Kahle (D) - Karen Kuballa (D) - Ingeborg Lüscher (CH)
Martin Noel (D) - Apostolos Palavrakis (GR) - Antonio Riello (I) - Cinzia Ruggeri (I) - Klaus Schmitt (D)

Fiera di Colonia Horst Gläsker Apostolos Palavrakis Ale Guzzetti Ale Guzzetti
Ingeborg Lüscher Lore Bert Lore Bert Cinzia Ruggeri Cinzia Ruggeri
Giampiero Zanzi Giampiero Zanzi Ferdinando Greco Ferdinando Greco Francesco Garbelli
Francesco Garbelli Birgit Kahle Peter Gilles Peter Gilles Peter Gilles

2003 LA TENTAZIONE DI SANT'ANTONIO


Si conoscono dipinti famosi e tante opere grafiche su questo tema dal 15.mo al 17.mo secolo. Da Hieronymus Bosch, a Matthias Gruenewald , Martin Schongauer .no a Jacques Callot, artisti famosi che coprono l’arco di 2 secoli.
Il tema di queste opere è sempre la tentazione a carattere erotico , gli attacchi aggressivi dei demoni e il trionfo del santo nel deserto contro il diavoli.
Era un tema che affascinava sia gli artisti che gli osservatori. Per alcuni secoli il tema perde d’importanza, finchè nel 1947 artisti come Max Ernst, Dorothea Tanning e Salvator Dalì partecipano ad un concorso artistico sul tema. Alcuni dei loro dipinti diventano conosciuti in tutto il mondo.
E allora »La tentazione di Sant’Antonio« nel progetto »Lo Spirito del lago«.
Un grande piatto di maiolica rappresentante il Santo incastonato in un muro,si trova vicino all’Hotel Elvezia. La maiolica dimostra la presenza del Santo all’Isola Bella da molto tempo. Il tema del 2003 è strettamente legato alla realtà del luogo. Per la prima volta gli artisti devono trovare una soluzione molto più precisa che negli anni passati, e confrontarsi con i dipinti famosi,ben presenti nella mente dei visitatori.
Da dove nasce questo nuovo interesse per questo tema?
Mentre Sant’Antonio era un esempio di forza morale per la Chiesa, oggi in questa leggenda vi leggiamo il ritorno del represso. L’uomo astinente ha sogni erotici, il predicatore della non
violenza si lascia catturare dalle sue fantasie aggressive. Le tentazioni non .niscono mai.
Oggi le tentazioni del santo quali sono? Le nostre tentazioni quali sono? Come si presenta un messaggio artistico contemporaneo all’inizio del 21. mo secolo? Il motto del 2003 è una tentazione e al contempo una provocazione.
Per questa mostra le associazioni italiana e tedesca pubblicano il secondo catalogo.
Per la prima volta una mostra dell’Isola Bella si trasferisce.
Quasi tutti gli artisti partecipanti si dichiarano disposti a creare una »variante trasportabile« delle loro installazioni.
Un caso straordinario. La mostra ha luogo nel museo degli »Antoniter« a Memmingen, in Germania. Gli artisti dello Spirito del Lago partecipano ad una esposizione storica che
dimostra lo Sviluppo del tema dal 15.mo secolo ad oggi.
Nel 2008 la mostra si trasferirà al Bucerius Kunstforum in Amburgo.
Una controprova dell’attualità del tema.

Artisti 2003:
Enrique Asensi (E) - Lore Bert (D) - Harald Fuchs (D) - Francesco Garbelli (I) - Peter Gilles (D)
Horst Gläsker (D) - Ferdinando Greco (I) - Ale Guzzetti (I) - Birgit Kahle (D) - Ingeborg Lüscher (CH) - Apostolos Palavrakis (GR) - Antonio Riello (I) - Cinzia Ruggeri (I) - Giampiero Zanzi (I)

Fiera di Colonia Carolein Smit Carolein Smit Harald Fuchs & Ulf Rungenhagen Valerio Tedeschi
Valerio Tedeschi ale Guzzetti Peter Gilles Peter Gilles Birgit Kahle
Apostolos Palavrakis Yuji Takeoka Francesco Garbelli Ferdinando Greco  

2004 E' BELLA LA BESTIA?


Il racconto della bestia che viene salvata dall’amore di una donna è diventato popolare in molte variazioni, sotto il titolo »La bella e la bestia«. Notoriamente la bestia si trasforma in un uomo innamorato, in un marito amoroso.
Queste storie e i desideri in esse espresse hanno una lunga tradizione. Anche la storia del liocorno ne fa parte. Il liocorno trova pace solo nel grembo di una vergine. Una rappresentazione drastica e simbolica della sessualità maschile vinta dalla pudicizia e morigeratezza femminile. Proprio questo animale leggendario incorona la cima del giardino
barocco dell’Isola Bella.
Ma il motto del 2004 pone la domanda »E’ bella la bestia « in modo irritante. Il tema si apre a nuove interpretazioni. Può essere che il brutto, il bestiale abbia eventualmente
Una propria bellezza? Si può forse parlare di una estetica della bruttezza? (Karl Rosenkranz – 1853). Non è il fascino del brutto grande come quello del bello e del buono?
Possiamo chiederci se la bestia ci a.ascina perché forse fa parte di noi, La respingiamo, la demonizziamo per non renderci conto che abbiamo a che fare con le parti odiate di
noi stessi. Esiste l’espressione letteraria »Dr. Jekyll e Mr Hyde«. Sono i due simboli per le faccie di una persona.E per questo poniamo la domanda alla bellezza nascosta, ai
valori e alle qualità della nostra parte demonizzata:
E’ anche bella la bestia?

Artisti 2004:
Harald Fuchs & Ulf Rungenhagen (D) - Francesco Garbelli (I) - Peter Gilles (D) - Ferdinando Greco (I) - Ale Guzzetti (I) - Birgit Kahle (D) - Apostolos Palavrakis (GR) - Carolein Smit (NL)
Yuji Takeoka (J) - Valerio Tedeschi (I)

Fiera di Colonia Viola, Attila und Roby Federico Simonelli Carolein Smit Giampiero Zanzi, Peter Gilles & Enrico Asensi
Ferdinando Greco Harald Fuchs Ingeborg Lüscher Ruggero Maggi Valerio Tedeschi
Peter Gilles Peter Gilles Thomas Gatzemeier Barbara Räderscheidt Bettina Gruber
Bettina Gruber        

2005 IL PONTE DEL DIAVOLO


Il concetto del Ponte del diavolo è conosciuto tanto in Germania che in Italia. Secondo leggende quasi simili un costruttore di ponti cerca l’aiuto del diavolo per costruirne uno in condizioni molto di.cili. Come pagamento il diavolo chiede l’anima di chi transiterà per primo sul ponte.
Mentre il diavolo si aspetta un’anima per lui importante, il costruttore fa’attraversare il ponte da un cane.
Il tema del 2005 ha un fondo concreto.Per la prima volta il progetto attraversa il lago come su un ponte immaginario e si stabilisce nella vicina Isola Superiore. Un’allargamento problematico perché la visita diventa più lunga e difficile.
E’ stato soprattutto domandato: Si può allargare il progetto coinvolgendo un’altra isola, forse anche la terra ferma?
Chiederebbe forse il diavolo come tributo l’anima inconfondibile del progetto? La crescita di un progetto è senza dubbio basata sulla dinamica del suo concetto, anche se
crea qualche difficoltà. Come si può liquidare il diavolo?
In uno dei rari giardini dell’Isola dei Pescatori l’artista olandese Carolein Smit crea una scultura impressionante, come un fidato pilastro di un ponte.
Alla fiera Fine Art di Colonia l’architetto Bernhard Lehmkuhl con una simulazione al computer crea un ponte d’acciaio fra le due Isole. Questa rappresentazione ha disorientato i visitatori della fiera che si domandavano come fosse possibile la realizzazione di un tale progetto.

Artisti 2005:
Harald Fuchs (D) - Thomas Gatzemeier (D) - Peter Gilles (D) - Ferdinando Greco (I) - Bettina Gruber (D) - Birgit Kahle (D) - Ingeborg Lüscher (CH) - Ruggero Maggi (I) - Federico Simonelli (I) - Carolein Smit (NL) - Barbara Szüts (A ) - Valerio Tedeschi (I) - Viola & Attila & Roby (I)

Cinzia Ruggeri Ruggero Maggi Daniel Spoerri Giampiero Zanzi Enrique Asensi
Enrica Borghi Harald Fuchs Harald Fuchs Francesco Garbelli Birgit Kahle
Ferdinando Greco Birgit Kahle Andrea Ruffoni Peter Gilles Peter Gilles
Peter Gilles Achim Mohné Apostolos Palavrakis Apostolos Palavrakis Barbara Räderscheidt
Barbara Räderscheidt Barbara Räderscheidt Franco Rasma Franco Rasma Federico Simonelli
Carolein Smit Barbara Räderscheidt Ale Guzzetti & Valerio Tedeschi Ale Guzzetti & Valerio Tedeschi  

2006 HUMILITAS


Humilitas è il motto della famiglia Borromeo. Così il tema della decima mostra è strettamente legato all’Isola Bella.
Cosa significa Humilitas? La derivazione etimologica dice:
I principi di un servitore.
Altre traduzioni dicono: carità o anche pietà e compassione.
»Ma attenzione. C’è anche un’umiltà per la grandezza « dice il ben conosciuto psicoterapeuta Bert Hellinger, che potrebbe anche parlare di se stesso, perché »umiltà è l’ultima raffinatezza della vanità.
Il tema si muove tra umiltà e superbia, e contiene tensione, profondità e contraddizioni.
22 artisti di 5 nazioni europee si occupano di questo tema. Mai così tanti artisti sono stati invitati per celebrare i 10 anni di questo progetto. Per la prima volta è stato chiesto ad ogni artista è stato chiesto di condividere lo spazio con un altro artista.
Un ringraziamento particolare va a Daniel Spoerri, artista multiforme, creatore della eat-art. Con il suo aiuto all’inaugurazione, la decorazione dei tavoli è diventata un evento artistico.
All’inaugurazione parlando di umiltà si sono ricordate battute divertenti.
Un’ultima citazione viene da Churchill:
»Siamo tutti dei vermi, però io credo di essere una lucciola«.
Per il decennale del progetto esce il terzo catalogo. Non è dedicato all’ultima mostra, ma dà uno sguardo generale sui primi 10 anni, documentando tutte le installazioni.

Artisti 2006:
Enrique Asensi (E) - Enrica Borghi (I) - Harald Fuchs & Ulf Rungenhagen (D) - Francesco Garbelli (I) - Peter Gilles & Andrea Ruffoni (D/I) - Ferdinando Greco (I) - Birgit Kahle & Giampiero Zanzi (D/I) - Ruggero Maggi & Cinzia Ruggeri (I) - Achim Mohné (D) - Apostolos Palavrakis (GR) - Peter Pick (D) - Franco Rasma (I) - Federico Simonelli (I) - Carolein Smit (NL) -
Daniel Spoerri (CH) - Valerio Tedeschi & Ale Guzzetti (I)
Maggi - I I - D Cinzia Ruggeri Simonelli Federico I - D
Birgit Kahl Garbelli Francesco Tedeschi Valerio Schwer Paul Greco Ferdinando
Lehmkuhl Bernard Mohné Achim Rasma Franco Gilles Peter Spoerri Daniel
Gruber Bettina Ale Guzzetti Brugnetta Francesco - MACCHINA BAROCCA    

2007 IL DISGELO


Nel 2006 era Humilitas.
Con questo titolo tutto è stato messo in discussione.
I rapporti personali, l'egoismo individuale e collettivo sono stati analizzati.
La contromisura è volontà di cambiamento. Si è per questo giunti a rapporti di collaborazione che, in arte come nella vita quotidiana, sono eventi sempre più rari. Il carattere internazionale della manifestazione ha messo in evidenza che l'integrazione e la collaborazione sono il cemento da usare per costruire una società su cui contare per il futuro.
Nel 2007 è Disgelo.
Il concetto sopra descritto ha portato inevitabilmente ad approfondire le varie opportunità che nel terzo millennio la nostra società si troverà a poter sfruttare.
Il disgelo come calamità naturale? Forse si, forse no.
La mostra vuole porre in evidenza il problema!
Il nostro territorio ne sarà interessato? Le calamità naturali ne condizioneranno lo sviluppo? Il disgelo è inteso come volontà dichiarata di iniziare un dialogo che abbia come finalità l'obiettivo di addivenire a soluzioni positive: insomma, un cambiamento radicale volto a superare questo momento di difficoltà nei rapporti e nelle comunicazioni.
Il disgelo come integrazione etnica e politica?
Attualmente l'arte è forse l'unica possibilità di pensiero e sensibilità che accomuna tutti i popoli. Mettere fine alle differenze che oggi sembrano insormontabili ed intraprendere le vie della collaborazione fattiva per appianare i contrasti, le differenze, i nazionalismi e gli egoismi.
Lo Spirito del Lago vuole porsi come promotore ed iniziatore di un cambiamento radicale.
 
Simonelli Federico Simonelli Federico Birgit Kahl Daniel Sperri Simonelli Federico, Birgit Kahl
Simonelli Federico, Birgit Kahl Daniel Sperri Tedeschi Valerio Harald Fuchs Harald Fuchs
Simonelli Federico, Birgit Kahl, Ferdinando Greco Franco Rasma Simonelli Federico, Birgit Kahl,Gilles Peter Gilles Peter Simonelli Federico
Franco Rasma Birgit Kahl      
2008 TABULA RASA

Quando dopo lunghe discussioni a Pasqua del 1997 fu inaugurata la prima mostra, i tre iniziatori Birgit Kahle, Peter Gilles e Giampiero Zanzi avevano realizzato un'idea che si sarebbe dimostrata vincente. Dopo ormai dieci anni conosciamo la storia del successo di "questo insolito progetto d'arte in Europa", come nel frattempo viene giustamente riconosciuto.
Le mostre vengono inaugurate nella prima settimana di luglio nelle stanze dell'Albergo Ristorante Elvezia,gestito da Giampiero e Pupa Zanzi e dalla sua famiglia. Arte e Gastronomia hanno contribuito al successo. Nel corso degli anni le inaugurazioni sono diventate per i molti amici e soci delle tre associazioni (tedesca, italiana, austriaca) un appuntamento imprescindibile.
Esposizione SPAZIO "Luparia" - Stresa
Valerio Tedeschi, Armin Gohringer Ferdinando Greco Daniel Sperri Daniel Sperri Veduta Spazio Luparia
Spazio Luparia Federico Simonelli Birgit Kahle Federico Simonelli Marco Vinicio
Franco Rasima Hans Van Der Ham, Birgit Kahl,Gilles Peter Olaf Mooij Hans Van Der Ham Peter Gilles
2 Fernando Greco, Peter Gilles Svenja Ritter Alexandre Joly
Ulli Bohmelmann Lili Fischer      
2009 13 paradiso

Il destino dell’uomo è tragico: unico tra gli esseri viventi a essere a conoscenza del limite della sua esistenza. Esistenza difficile che sopravvive solo grazie alla speranza: speranze universali,laiche e religiose. Oggi dopo i fallimenti ideologici del socialismo, del comunismo, del fascismo e del liberalismo,gli uomini sembrano tornare alla speranza religiosa:” Nietsche è morto” firmato Dio, stava scritto, e forse ancora, sul muro di Berlino: Se Nietsche è morto allora la speranza può ritornare e perfino quella massima del Paradiso. Paradiso viene dal persiano Pairidaeza che significa giardino, oggi però in teologia si ama parlare di Paradiso dicendo che è uno stato non un luogo, una condizione dell’anima anche se, in assenza di un luogo dove vanno i corpi risorti? Dovrebbe esserci un luogo dunque capace di rapportare tempo ed eternità? Lo possiamo sperare senza rinunciare a tutto quello che la scienza ci ha detto? Ma ancora quando è incominciata a nascere questa speranza ? Quale primate o australopiteco o già homo ha incominciato, fabbricandosi una pietra scheggiata per difendersi dalla paura, accorgersi che la paura restava, cresceva a dismisura e non si poteva ucciderla come si faceva con una fiera? Così centomila sicuro anni fa, la scimmia nuda cominciò a fabbricarsi armi più adatte quali i linguaggi complessi come i riti di sepoltura, ma siccome la morte, anzi la coscienza della propria morte permaneva, non rimase che cercare un luogo, un luogo dove si vive sempre eternamente. Fu così che settantasettemila anni fa, spinta da una irrefrenabile inquietudine migratoria, la scimmia nuda decise di partire per cercare il Paradiso terrestre. Questo potrebbe essere accaduto, o meglio, questo potrebbe spiegare quello che è accaduto davvero. Noi non più scimmie nude cerchiamo ancora questo luogo,abbiamo in mente questa idea e siccome noi siamo le nostre idee e le vogliamo realizzare tocca ad ognuno di noi farsi evolvere tramite le idee e i concetti in cui crede.
   
  LO SPIRITO DEL LAGO ONLUS - c/o Albergo Ristorante Elvezia - Isola Bella                                                                                           P.IVA 93021230037
 
 

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