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1997 L'OCCHIO
NUDO
La serie delle mostre inizia nel 1997 con i quattro artisti, che erano
presenti al primo incontro casuale sul terrazzo dellalbergo
Elvezia, nellestate 1995: Peter Gilles, Birgit Kahle, Milo Sacchi
e Giampiero Zanzi. In quel momento non era ancora chiaro se dovessero
essere realizzate una o più mostre allanno. Così
si organizzò a luglio dello stesso anno una seconda inaugurazione,aggiungendo
alle opere esistenti le installazioni di Enrique Asensi, Apostolos
Palavrakis und Jack Sal.
Il tema del primo anno era »LOcchio nudo«. Derivava
da unidea di Birgit Kahle e trattava la visione che i tre fondatori
volevano dare al loro progetto.
Nello stesso tempo questo titolo svincolava da altre associazioni
di idee: Locchio nudo significa vulnerabilità. Senza
supporto istituzionale e commerciale gli artisti presentavano le idee
sviluppate dopo lunghe discussioni. Questo titolo dava grande possibilità
di interpretazioni artistiche, lasciando spazio creativo ai partecipanti,
impegnati solo ad attenersi alla realizzazione di installazioni. Come
sarà anche per gli anni a venire.
Artisti 1997:
Peter Gilles (D) - Birgit Kahle (D) - Milo Sacchi (I) - Giampiero
Zanzi (I)
dallestate 1997:
Enrique Asensi (E) - Apostolos Palavrakis (GR) - Jack Sal (USA) |
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1998 AMORE E DOLORE
Il palazzo costruito nel 17. mo secolo dal principe Carlo III Borromeo
per la sua sposa Isabella è l'esternazione tangibile dellamore.
E il dolore? Il dolore fa parte senzaltro dellamore, anche
se non lo si crede, nellesaltazione momentanea. Incomprensioni,
litigi, delusioni, separazioni sono i fantasmi che accompagnano prima
o dopo i grandi amori. Così nellanno 1998 i grandi sentimenti
sono stati enunciati in tutta la loro vastità.
Le prime due mostre del 97 erano .nite e già 11 artisti partecipavano
a questo progetto ancora così giovane. Linternazionalità
delle prime due mostre con artisti italiani, tedeschi,
spagnoli, greci e americani si arrichisce di olandesi e svizzeri.
Artisti 1998:
Enrique Asensi (E) - Peter Gilles (D) - Ferdinando Greco (I) - Oliver
Jordan (D) - Birgit Kahle (D) - Ingeborg Lüscher (CH) - Jan van
Munster (NL) - Apostolos Palavrakis (GR) - Milo Sacchi (I) - Jack
Sal (USA) - Giampiero Zanzi (I) |
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1999 IL MISTERO DELLE DONNE
Come mai un principe trasforma unintera isola per la sua sposa?
Era il suo grande amore? Il potere ed il denaro giustificavano tale
impegno? Oppure Isabella lo aveva stregato con un potere che andava
al di là della sua bellezza? Una ricerca storico-scienti.ca
non compete agli artisti che partecipano al progetto del terzo anno.
La domanda è: cosa facciamo noi oggi per sondare il mistero
intrinseco di essere donna? Le artiste hanno già forse la risposta?
Oppure
semplicemente dobbiamo celebrare il mistero, goderlo, e dargli una
forma artistica?
Diventa sempre più chiaro che i temi delle mostre lasciano
da un lato molta libertà creativa, daltro canto danno
al visitatore un punto di riferimento per leggere le opere sotto un
certo
aspetto. Sommando le diverse installazioni si ottiene comunque unimpressione
unitaria dellevento, anche se qualche mistero rimane. Ed è
bene così, altrimenti con la soluzione di
tutti i misteri, il mondo perderebbe il suo incanto.
La partecipazione di artisti come Enrico Baj e Patrick Raynaud dimostra
la condivisione ed il fascino di questo progetto.
Nel 1999 lo Spirito del Lago è invitato per la prima volta
da ART COLOGNE a presentarsi con un suo stand, documentando il progetto.
Negli anni successivi verrà dato lincarico ad un artista
per creare lo stand.
Artisti 1999:
Enrique Asensi (E) - Enrico Baj (I) - Peter Gilles (D) - Ferdinando
Greco (I) - Oliver Jordan (D)
Birgit Kahle (D) - Ingeborg Lüscher (CH) - Jan van Munster (NL)
- Apostolos Palavrakis (GR)
Patrick Raynaud (F) - Milo Sacchi (I) - Jack Sal (USA) - Giampiero
Zanzi (I) |
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2000 DOV'È LA PASSIONE?
Dopo che con locchio nudo lo sguardo si volgeva allamore
e dolore per scoprire il mistero delle donne, arriva nel corso del
tempo la domanda inevitabile.
Dovè la passione?
Dove sono rimasti gli sguardi profondi, dove le promesse di amore
eterno?
Era tutto unillusione? Con il passare degli anni lamore
è diventato superficiale?
Seguono le inevitabili disillusioni?
Non si tratta solo di recriminazioni, non solo damore. Si tratta
di altre passioni: creare, collezionare opere darte. AllIsola
Bella gli artisti si incontrano con visitatori entusiasti,
i quali affrontano lunghi viaggi per ammirare le stanze occupate dalle
installazioni. Dunque si deve dare una risposta diversa alla domanda
sulla passione e sulla sua presunta assenza. Si è solo nascosta
o mascherata? Noi osservatori possiamo dare libero sfogo al nostro
entusiasmo,
oppure siamo condizionati dalle convenzioni e dalle nostre insicurezze?
Larte è capace di liberare delle passioni represse e
farle fiorire? La domanda è rivolta non solo agli
artisti ma anche ai visitatori della mostra.
Per questa mostra è stato pubblicato un primo catalogo dellassociazione
fondata nel 1998.
Artisti 2000:
Enrique Asensi (E) - Enrico Baj (I) - Gloria Friedmann (F) - Peter
Gilles (D) - Ferdinando Greco (I) - Oliver Jordan (D) - Birgit Kahle
(D) - Ingeborg Lüscher (CH) - Jan van Munster (NL) -
Apostolos Palavrakis (GR) - Patrick Raynaud (F) - Cinzia Ruggeri (I)
- Milo Sacchi (I) - Jack Sal (USA) - Karen Seeger (D) - Giampiero
Zanzi (I) |
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2001 LO VOGLIO DIVERSO
Se si voleva vedere i titoli delle prime quattro mostre come un seguito,questa
continuità sembra improvvisamente interrompersi. Lo voglio
diverso! Si tratta dellio individuale di ogni artista.
Anche se tutti lavorano insieme allo stesso progetto, ognuno deve
trovare la propria strada.
La comunità permette un progetto di questa grandezza, ma solo
le posizioni individuali così
diverse creano la.ascinante esposizione come un dialogo polifonico
delle diverse posizioni.
AllIsola Bella le installazioni rimangono da luglio a .ne ottobre,
e non vengono mostrate in
altre gallerie o musei, che sempre più vengono paragonati a
»withe cubes«.
Per la prima volta nellanno 2001 »Lo spirito del lago«
viene invitato anche alla Cologne Fine Art di primavera. Il concetto
dell allestimento dello stand a.dato ad un artista viene mantenuto.
Così sarà anche per gli anni a venire
Artisti 2001:
Peter Gilles (D) - Horst Gläsker (D) - Yvonne Goulbier (D) -
Ferdinando Greco (I) - Ale Guzzetti (I) - Birgit Kahle (D) - Karen
Kuballa (D) - Ingeborg Lüscher (CH) - Apostolos Palavrakis (GR)
-
Milo Sacchi (I) - Adrian Schoormans (NL) |
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2002 HIC SUNT LEONES!
Con queste parole si indicavano le regioni al di là delle frontiere
dellimmenso Impero romano. In queste regioni sconosciute stavano
in agguato non solo animali ma anche i barbari. Lì stavano
pericoli inimmaginabili, morte e perdizione.
Ma cera anche da scoprire il contrario. Al di là attendeva
e attirava il nuovo, lo sconosciuto.
Ovviamente ci si può riferire con questo detto alla Terra incognita
di tutti i tempi e di tutti i luoghi e per finire anche allo sconosciuto
e inconscio di ognuno di noi. A buon diritto si dice, che il confronto
con se stesso richieda tanto coraggio quanto il confronto con stranieri
o situazioni strane.
Solo chi conosce i propri leoni e sa vincerli, può reagire
ai leoni che incontra fuori di se stesso. Questo motto del 2002 è
una provocazione. E evidente che ogni artista deve essere sicuro
dei propri mezzi, quando si confronta con la situazione degli spazi
allIsola Bella. Queste stanze plurisecolari, queste tracce di
vita di generazioni passate, latmosfera e il grandioso paesaggio:
tutto questo è un pericolo e al contempo unoccasione
Tutto ciò deve fecondare il lavoro
degli artisti.
Queste parole preoccupate possono diventare un annuncio allegro: Hic
sunt leones.
Artisti 2002:
Harald Fuchs (D) - Francesco Garbelli (I) - Peter Gilles (D) - Horst
Gläsker (D) - Ferdinando Greco (I) - Yvonne Goulbier (D) - Birgit
Kahle (D) - Karen Kuballa (D) - Ingeborg Lüscher (CH)
Martin Noel (D) - Apostolos Palavrakis (GR) - Antonio Riello (I) -
Cinzia Ruggeri (I) - Klaus Schmitt (D) |
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2003 LA TENTAZIONE DI SANT'ANTONIO
Si conoscono dipinti famosi e tante opere grafiche su questo tema
dal 15.mo al 17.mo secolo. Da Hieronymus Bosch, a Matthias Gruenewald
, Martin Schongauer .no a Jacques Callot, artisti famosi che coprono
larco di 2 secoli.
Il tema di queste opere è sempre la tentazione a carattere
erotico , gli attacchi aggressivi dei demoni e il trionfo del santo
nel deserto contro il diavoli.
Era un tema che affascinava sia gli artisti che gli osservatori. Per
alcuni secoli il tema perde dimportanza, finchè nel 1947
artisti come Max Ernst, Dorothea Tanning e Salvator Dalì partecipano
ad un concorso artistico sul tema. Alcuni dei loro dipinti diventano
conosciuti in tutto il mondo.
E allora »La tentazione di SantAntonio« nel progetto
»Lo Spirito del lago«.
Un grande piatto di maiolica rappresentante il Santo incastonato in
un muro,si trova vicino allHotel Elvezia. La maiolica dimostra
la presenza del Santo allIsola Bella da molto tempo. Il tema
del 2003 è strettamente legato alla realtà del luogo.
Per la prima volta gli artisti devono trovare una soluzione molto
più precisa che negli anni passati, e confrontarsi con i dipinti
famosi,ben presenti nella mente dei visitatori.
Da dove nasce questo nuovo interesse per questo tema?
Mentre SantAntonio era un esempio di forza morale per la Chiesa,
oggi in questa leggenda vi leggiamo il ritorno del represso. Luomo
astinente ha sogni erotici, il predicatore della non
violenza si lascia catturare dalle sue fantasie aggressive. Le tentazioni
non .niscono mai.
Oggi le tentazioni del santo quali sono? Le nostre tentazioni quali
sono? Come si presenta un messaggio artistico contemporaneo allinizio
del 21. mo secolo? Il motto del 2003 è una tentazione e al
contempo una provocazione.
Per questa mostra le associazioni italiana e tedesca pubblicano il
secondo catalogo.
Per la prima volta una mostra dellIsola Bella si trasferisce.
Quasi tutti gli artisti partecipanti si dichiarano disposti a creare
una »variante trasportabile« delle loro installazioni.
Un caso straordinario. La mostra ha luogo nel museo degli »Antoniter«
a Memmingen, in Germania. Gli artisti dello Spirito del Lago partecipano
ad una esposizione storica che
dimostra lo Sviluppo del tema dal 15.mo secolo ad oggi.
Nel 2008 la mostra si trasferirà al Bucerius Kunstforum in
Amburgo.
Una controprova dellattualità del tema.
Artisti 2003:
Enrique Asensi (E) - Lore Bert (D) - Harald Fuchs (D) - Francesco
Garbelli (I) - Peter Gilles (D)
Horst Gläsker (D) - Ferdinando Greco (I) - Ale Guzzetti (I) -
Birgit Kahle (D) - Ingeborg Lüscher (CH) - Apostolos Palavrakis
(GR) - Antonio Riello (I) - Cinzia Ruggeri (I) - Giampiero Zanzi (I) |
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2004 E' BELLA LA BESTIA?
Il racconto della bestia che viene salvata dallamore di una
donna è diventato popolare in molte variazioni, sotto il titolo
»La bella e la bestia«. Notoriamente la bestia si trasforma
in un uomo innamorato, in un marito amoroso.
Queste storie e i desideri in esse espresse hanno una lunga tradizione.
Anche la storia del liocorno ne fa parte. Il liocorno trova pace solo
nel grembo di una vergine. Una rappresentazione drastica e simbolica
della sessualità maschile vinta dalla pudicizia e morigeratezza
femminile. Proprio questo animale leggendario incorona la cima del
giardino
barocco dellIsola Bella.
Ma il motto del 2004 pone la domanda »E bella la bestia
« in modo irritante. Il tema si apre a nuove interpretazioni.
Può essere che il brutto, il bestiale abbia eventualmente
Una propria bellezza? Si può forse parlare di una estetica
della bruttezza? (Karl Rosenkranz 1853). Non è il fascino
del brutto grande come quello del bello e del buono?
Possiamo chiederci se la bestia ci a.ascina perché forse fa
parte di noi, La respingiamo, la demonizziamo per non renderci conto
che abbiamo a che fare con le parti odiate di
noi stessi. Esiste lespressione letteraria »Dr. Jekyll
e Mr Hyde«. Sono i due simboli per le faccie di una persona.E
per questo poniamo la domanda alla bellezza nascosta, ai
valori e alle qualità della nostra parte demonizzata:
E anche bella la bestia?
Artisti 2004:
Harald Fuchs & Ulf Rungenhagen (D) - Francesco Garbelli (I) -
Peter Gilles (D) - Ferdinando Greco (I) - Ale Guzzetti (I) - Birgit
Kahle (D) - Apostolos Palavrakis (GR) - Carolein Smit (NL)
Yuji Takeoka (J) - Valerio Tedeschi (I) |
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2005 IL PONTE DEL DIAVOLO
Il concetto del Ponte del diavolo è conosciuto tanto in Germania
che in Italia. Secondo leggende quasi simili un costruttore di ponti
cerca laiuto del diavolo per costruirne uno in condizioni molto
di.cili. Come pagamento il diavolo chiede lanima di chi transiterà
per primo sul ponte.
Mentre il diavolo si aspetta unanima per lui importante, il
costruttore faattraversare il ponte da un cane.
Il tema del 2005 ha un fondo concreto.Per la prima volta il progetto
attraversa il lago come su un ponte immaginario e si stabilisce nella
vicina Isola Superiore. Unallargamento problematico perché
la visita diventa più lunga e difficile.
E stato soprattutto domandato: Si può allargare il progetto
coinvolgendo unaltra isola, forse anche la terra ferma?
Chiederebbe forse il diavolo come tributo lanima inconfondibile
del progetto? La crescita di un progetto è senza dubbio basata
sulla dinamica del suo concetto, anche se
crea qualche difficoltà. Come si può liquidare il diavolo?
In uno dei rari giardini dellIsola dei Pescatori lartista
olandese Carolein Smit crea una scultura impressionante, come un fidato
pilastro di un ponte.
Alla fiera Fine Art di Colonia larchitetto Bernhard Lehmkuhl
con una simulazione al computer crea un ponte dacciaio fra le
due Isole. Questa rappresentazione ha disorientato i visitatori della
fiera che si domandavano come fosse possibile la realizzazione di
un tale progetto.
Artisti 2005:
Harald Fuchs (D) - Thomas Gatzemeier (D) - Peter Gilles (D) - Ferdinando
Greco (I) - Bettina Gruber (D) - Birgit Kahle (D) - Ingeborg Lüscher
(CH) - Ruggero Maggi (I) - Federico Simonelli (I) - Carolein Smit
(NL) - Barbara Szüts (A ) - Valerio Tedeschi (I) - Viola &
Attila & Roby (I) |
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2006 HUMILITAS
Humilitas è il motto della famiglia Borromeo. Così il
tema della decima mostra è strettamente legato allIsola
Bella.
Cosa significa Humilitas? La derivazione etimologica dice:
I principi di un servitore.
Altre traduzioni dicono: carità o anche pietà e compassione.
»Ma attenzione. Cè anche unumiltà
per la grandezza « dice il ben conosciuto psicoterapeuta Bert
Hellinger, che potrebbe anche parlare di se stesso, perché
»umiltà è lultima raffinatezza della vanità.
Il tema si muove tra umiltà e superbia, e contiene tensione,
profondità e contraddizioni.
22 artisti di 5 nazioni europee si occupano di questo tema. Mai così
tanti artisti sono stati invitati per celebrare i 10 anni di questo
progetto. Per la prima volta è stato chiesto ad ogni artista
è stato chiesto di condividere lo spazio con un altro artista.
Un ringraziamento particolare va a Daniel Spoerri, artista multiforme,
creatore della eat-art. Con il suo aiuto allinaugurazione, la
decorazione dei tavoli è diventata un evento artistico.
Allinaugurazione parlando di umiltà si sono ricordate
battute divertenti.
Unultima citazione viene da Churchill:
»Siamo tutti dei vermi, però io credo di essere una lucciola«.
Per il decennale del progetto esce il terzo catalogo. Non è
dedicato allultima mostra, ma dà uno sguardo generale
sui primi 10 anni, documentando tutte le installazioni.
Artisti 2006:
Enrique Asensi (E) - Enrica Borghi (I) - Harald Fuchs & Ulf Rungenhagen
(D) - Francesco Garbelli (I) - Peter Gilles & Andrea Ruffoni (D/I)
- Ferdinando Greco (I) - Birgit Kahle & Giampiero Zanzi (D/I)
- Ruggero Maggi & Cinzia Ruggeri (I) - Achim Mohné (D)
- Apostolos Palavrakis (GR) - Peter Pick (D) - Franco Rasma (I) -
Federico Simonelli (I) - Carolein Smit (NL) -
Daniel Spoerri (CH) - Valerio Tedeschi & Ale Guzzetti (I) |
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2007 IL DISGELO
Nel 2006 era Humilitas.
Con questo titolo tutto è stato messo in discussione.
I rapporti personali, l'egoismo individuale e collettivo sono stati
analizzati.
La contromisura è volontà di cambiamento. Si è per questo giunti a
rapporti di collaborazione che, in arte come nella vita quotidiana,
sono eventi sempre più rari. Il carattere internazionale della
manifestazione ha messo in evidenza che l'integrazione e la
collaborazione sono il cemento da usare per costruire una società su
cui contare per il futuro.
Nel 2007 è Disgelo.
Il concetto sopra descritto ha portato inevitabilmente ad
approfondire le varie opportunità che nel terzo millennio la nostra
società si troverà a poter sfruttare.
Il disgelo come calamità naturale? Forse si, forse no.
La mostra vuole porre in evidenza il problema!
Il nostro territorio ne sarà interessato? Le calamità naturali ne
condizioneranno lo sviluppo? Il disgelo è inteso come volontà
dichiarata di iniziare un dialogo che abbia come finalità
l'obiettivo di addivenire a soluzioni positive: insomma, un
cambiamento radicale volto a superare questo momento di difficoltà
nei rapporti e nelle comunicazioni.
Il disgelo come integrazione etnica e politica?
Attualmente l'arte è forse l'unica possibilità di pensiero e
sensibilità che accomuna tutti i popoli. Mettere fine alle
differenze che oggi sembrano insormontabili ed intraprendere le vie
della collaborazione fattiva per appianare i contrasti, le
differenze, i nazionalismi e gli egoismi.
Lo Spirito del Lago vuole porsi come promotore ed iniziatore di un
cambiamento radicale.
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2008 TABULA RASA
Quando dopo lunghe discussioni a Pasqua del 1997 fu inaugurata la prima mostra, i tre iniziatori Birgit Kahle, Peter Gilles e Giampiero Zanzi avevano realizzato un'idea che si sarebbe dimostrata vincente. Dopo ormai dieci anni conosciamo la storia del successo di "questo insolito progetto d'arte in Europa", come nel frattempo viene giustamente riconosciuto.
Le mostre vengono inaugurate nella prima settimana di luglio nelle stanze dell'Albergo Ristorante Elvezia,gestito da Giampiero e Pupa Zanzi e dalla sua famiglia. Arte e Gastronomia hanno contribuito al successo. Nel corso degli anni le inaugurazioni sono diventate per i molti amici e soci delle tre associazioni (tedesca, italiana, austriaca) un appuntamento imprescindibile.
Esposizione SPAZIO "Luparia" - Stresa |
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2009 13 paradiso
Il destino dell’uomo è tragico: unico tra gli esseri viventi a essere a conoscenza del limite della sua esistenza. Esistenza difficile che sopravvive solo grazie alla speranza: speranze universali,laiche e religiose. Oggi dopo i fallimenti ideologici del socialismo, del comunismo, del fascismo e del liberalismo,gli uomini sembrano tornare alla speranza religiosa:” Nietsche è morto” firmato Dio, stava scritto, e forse ancora, sul muro di Berlino: Se Nietsche è morto allora la speranza può ritornare e perfino quella massima del Paradiso.
Paradiso viene dal persiano Pairidaeza che significa giardino, oggi però in teologia si ama parlare di Paradiso dicendo che è uno stato non un luogo, una condizione dell’anima anche se, in assenza di un luogo dove vanno i corpi risorti? Dovrebbe esserci un luogo dunque capace di rapportare tempo ed eternità? Lo possiamo sperare senza rinunciare a tutto quello che la scienza ci ha detto? Ma ancora quando è incominciata a nascere questa speranza ? Quale primate o australopiteco o già homo ha incominciato, fabbricandosi una pietra scheggiata per difendersi dalla paura, accorgersi che la paura restava, cresceva a dismisura e non si poteva ucciderla come si faceva con una fiera?
Così centomila sicuro anni fa, la scimmia nuda cominciò a fabbricarsi armi più adatte quali i linguaggi complessi come i riti di sepoltura, ma siccome la morte, anzi la coscienza della propria morte permaneva, non rimase che cercare un luogo, un luogo dove si vive sempre eternamente. Fu così che settantasettemila anni fa, spinta da una irrefrenabile inquietudine migratoria, la scimmia nuda decise di partire per cercare il Paradiso terrestre. Questo potrebbe essere accaduto, o meglio, questo potrebbe spiegare quello che è accaduto davvero.
Noi non più scimmie nude cerchiamo ancora questo luogo,abbiamo in mente questa idea e siccome noi siamo le nostre idee e le vogliamo realizzare tocca ad ognuno di noi farsi evolvere tramite le idee e i concetti in cui crede.
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| LO SPIRITO DEL LAGO ONLUS
- c/o Albergo Ristorante Elvezia - Isola Bella P.IVA
93021230037 |
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